Verifica tu la privacy
Una promessa sulla privacy vale qualcosa solo se si può controllare. Ecco come farlo, anche se non sei un informatico.
Una chat di gruppo contiene i messaggi di tante persone, non solo i tuoi. Quando ti chiediamo di aprirla su Gruppissimo, è giusto che tu voglia sapere dove finisce. La risposta breve è: da nessuna parte. Quella lunga è in questa pagina, con le prove per verificarlo.
La promessa, con parole semplici
- La chat la apre il tuo browser, come un visualizzatore di foto, e non arriva mai a noi. Non esiste un server che la riceve.
- Provalo: attiva la modalità aereo e carica la chat. Funziona lo stesso.
- Il link del gruppo contiene solo soprannomi, premi e numeri (più il nome del gruppo e la parola dell'anno, se li scegli), nella parte dopo il simbolo «#», che non arriva a nessun server.
- Sui nostri server non resta niente, perché non ci arriva niente. Anche sul telefono l'analisi non salva i dati del gruppo; le pagine del link e dell'Albo d'oro li tengono nella memoria di sessione del browser, solo finché la scheda resta aperta, per poterle ricaricare. I file dell'Albo non li salviamo né li riceviamo: li crea il tuo telefono e li scarichi tu.
- Oggi il codice del sito non è pubblico. Per questo le prove di questa pagina funzionano senza leggere una riga di codice.
Le prove che seguono sono in ordine di difficoltà: la prima la può fare chiunque in un minuto, alcune richiedono un computer.
1. La prova della modalità aereo
È la prova più semplice e la più convincente: se la pagina funziona senza rete, non può mandare niente a nessuno.
- Apri la demo con la chat d'esempio, oppure la pagina che legge la tua chat. La prima volta lasciale qualche secondo: il browser mette da parte i file della app, che così funziona anche offline.
- Attiva la modalità aereo, oppure spegni sia il Wi-Fi sia i dati mobili.
- Avvia la demo, oppure tocca «Scegli il file» e prendi l'export del tuo gruppo.
- Guarda i premi comparire. Il telefono ha fatto tutto da solo, senza connessione.
Sotto i risultati, la pagina stessa scrive quante richieste di rete sono partite durante l'analisi, se il browser le permette di contarle. Nella demo in modalità aereo il nostro test automatico, che gira in un browser vero, ne misura zero.
Per una prova a prova di scettico, chiudi la pagina prima di riattivare la rete: così niente può partire da lì nemmeno dopo. Se ti serve aiuto per creare il file, le guide all'export sono per iPhone e per Android.
2. La scheda «Rete» del browser
Su un computer puoi vedere ogni singola richiesta che una pagina fa verso internet. Apri la pagina che legge la chat con Chrome, Edge o Firefox, poi apri gli strumenti per sviluppatori: tasto F12, oppure Ctrl+Maiusc+I su Windows e Cmd+Opzione+I su Mac. Scegli la scheda Rete (in inglese «Network») e ricarica la pagina.
All'apertura vedrai qualche riga: è il programma che arriva sul tuo computer, cioè la pagina, lo stile, gli script e il pezzo di programma che leggerà il file. È normale. Alla prima visita, nei secondi dopo, possono comparire altre righe: è il service worker, la parte del sito che scarica i file della app e li conserva per la modalità aereo. Aspetta che l'elenco smetta di crescere.
Ora scegli un export, uno che ti sei mandato sul computer, e guarda l'elenco mentre l'analisi lavora. Se compare ancora qualche riga, controllane l'indirizzo: sono file della app, presi da app.gruppissimo.it. Nessuna porta il tuo file. La pagina e il Web Worker non possono aprire connessioni, per la regola che vedi nella prova 3, e un nostro test nel browser verifica che ogni tentativo, anche verso il nostro stesso indirizzo, venga bloccato.
3. L'intestazione di sicurezza: connect-src 'none'
Le prove precedenti mostrano cosa succede. Questa mostra perché non può succedere altro.
Insieme alle pagine, il nostro server manda al browser una regola di sicurezza chiamata Content Security Policy (CSP). È un elenco di cose che la pagina può e non può fare, e il browser lo fa rispettare anche a noi. Su app.gruppissimo.it ogni risposta ha una regola di base: niente file da altri indirizzi, e connessioni solo verso app stesso. Le pagine che leggono la chat o mostrano i premi ne ricevono una seconda, più severa, con questa istruzione: connect-src 'none'. Tradotto: «questa pagina non può aprire connessioni verso nessun indirizzo», nemmeno verso il nostro.
La seconda regola vale per la pagina che legge la chat (/analizza/), per la demo (/demo/), per la pagina del link del gruppo (/g/) e per il file del Web Worker (/js/analisi-worker.js), il pezzo di programma che legge il file in disparte. Se il loro codice provasse a spedire qualcosa, il browser lo bloccherebbe e segnalerebbe un errore. Solo il service worker, il file /sw.js, ha la sola regola di base: gli serve per scaricare i file della app. La chat non la riceve mai, perché le pagine che la leggono non possono mandargli richieste.
Per vederla, nella scheda Rete clicca sulla prima riga (la pagina analizza/), apri Intestazioni e cerca, tra le intestazioni di risposta, la riga content-security-policy. Se usi il terminale, basta questo comando:
curl -sI https://app.gruppissimo.it/analizza/
Nella risposta la riga contiene due regole separate da una virgola: prima quella di base, con connect-src 'self', poi quella con connect-src 'none'. Non è una contraddizione. Il browser le applica tutte e due, quindi vale la più severa: nessuna connessione.
Per onestà: la CSP blocca le connessioni fatte dal codice della pagina, che sono la strada normale per spedire dati, ma non è una garanzia contro ogni trucco immaginabile. Per questo esistono anche le altre prove, a partire dalla modalità aereo, dove nessuna strada è aperta.
4. Il link del gruppo e il simbolo «#»
Il link che mandi nel gruppo ha questa forma: https://app.gruppissimo.it/g/#…. Tutto quello che c'è dopo il simbolo «#» si chiama frammento. Per le regole del web, il browser non manda il frammento al server quando apre la pagina: lo tiene per sé e lo passa solo alla pagina, nel telefono di chi apre il link. Lo spiega anche la documentazione di riferimento degli sviluppatori web, MDN.
Nel frammento ci sono solo i soprannomi che hai scelto, i premi e i numeri. Niente testo dei messaggi, niente numeri di telefono, niente nomi della rubrica che hai cambiato. Chi ha il link vede i premi, come chi riceve una foto inoltrata: per questo dentro c'è il minimo indispensabile.
5. Due indirizzi separati
Gruppissimo vive su due indirizzi diversi, e non per caso:
- www.gruppissimo.it ha le pagine da leggere, come questa, le guide e il catalogo. Qui, più avanti, potrà esserci della pubblicità.
- app.gruppissimo.it ha gli strumenti che leggono la chat e mostrano i premi. Qui non ci sono pubblicità, mai.
I browser tengono separati i dati di indirizzi diversi, secondo una regola che si chiama same-origin policy: uno script che gira su www non può leggere quello che succede su app. Quando dalla pagina del gruppo apri il catalogo per capire il tuo premio, il link porta con sé solo il nome del premio, per esempio /premi/catalogo/#gufo-reale. Nei gruppi con minorenni aggiunge un segno, «u18», che non dice niente del gruppo. E app chiede al browser di non dire da quale pagina arrivi.
6. Nessun programma di altre aziende su app
Su app.gruppissimo.it non ci sono annunci, banner dei cookie, statistiche in JavaScript, font o script caricati da altre aziende: la regola di base della prova 3 vieta i file di altri indirizzi. Lo puoi controllare nella stessa scheda Rete della prova 2: ogni riga punta ad app.gruppissimo.it. Per contare le visite di app usiamo le statistiche del nostro fornitore, Cloudflare, che come ogni server vede quali pagine vengono richieste, ma non il contenuto dei file che scegli, perché quel contenuto non viaggia.
C'è un caso a parte: i browser interni di app come TikTok, Instagram e Facebook. Quando apri un link dentro una di queste app, la pagina si apre dentro l'app stessa, non nel browser che usi di solito, e lì le nostre garanzie non dipendono più solo da noi e dal tuo browser. Per questo la pagina che legge la chat, se si accorge di essere lì, disattiva il pulsante «Scegli il file» e ti mostra «Apri nel browser». Il nostro test lo prova simulando il browser interno di Instagram. Aprila nel browser che usi di solito sul telefono o sul computer e tutto torna come deve. I link che ricevi nei gruppi WhatsApp, invece, di norma si aprono nel browser normale del telefono.
7. Il codice sorgente
Oggi il codice del sito non è pubblico, e non vogliamo dire il contrario. Per questo le prove da 1 a 6 sono costruite in modo da non richiedere il codice: funzionano guardando il comportamento del sito dal tuo browser, che non prende ordini da noi. Una cosa però la puoi già fare: nella scheda Rete apri il file /js/analisi-worker.js e leggi il programma che arriva al tuo browser. È compresso e poco leggibile, ma è quello che gira davvero, e la regola della prova 3 vale anche per lui.
Cosa non possiamo promettere
Ci sono cose che non dipendono da noi, ed è giusto dirle:
- Le estensioni del browser. Un'estensione che hai installato tu, come un blocco annunci, un traduttore o un gestore di coupon, può leggere le pagine che visiti, comprese le nostre. Se non sei sicuro delle tue estensioni, usa una finestra privata, dove di solito sono spente, oppure un browser in cui non ne hai installate.
- I browser interni delle app, di cui abbiamo parlato nella prova 6. La garanzia vale nel browser normale del telefono o del computer, non in quelli interni delle app. I nostri test automatici la provano in Chrome ed Edge.
- Il file dell'export. Il file che crei con «Esporta chat» resta dove l'hai salvato o mandato: in File su iPhone, oppure nell'app che hai scelto per condividerlo su Android. Se finisce su un servizio cloud, è su quel servizio. Quando hai finito, puoi cancellarlo.
- Il link, una volta mandato. Chi lo riceve può inoltrarlo. Noi non possiamo ritirarlo né cancellarlo, perché non l'abbiamo mai avuto. Se vuoi un link senza qualcuno, va rifatto.
- Un telefono compromesso. Se sul telefono c'è un programma spia, vede tutto quello che vedi tu, su qualsiasi sito.
L'Albo d'oro del gruppo
È un poster da stampare con tutti i premi, gratuito, con la firma gruppissimo.it in basso e l'avviso «creato da un utente». Lo crea il tuo telefono, con i soprannomi e i conteggi del gruppo: non lasciano il telefono. Per controllarlo: apri l'Albo d'oro dal link del gruppo, attiva la modalità aereo e ricarica la pagina; scarica PDF e immagine. Funziona lo stesso, ma solo dopo che hai aperto l'Albo almeno una volta con internet, e fino al prossimo aggiornamento del sito: dopo un aggiornamento, riaprilo una volta con internet.
Hai trovato qualcosa che non torna?
Se una di queste prove ti dà un risultato diverso da quello che abbiamo descritto, vogliamo saperlo subito. Scrivici all'indirizzo che trovi in Chi siamo, raccontando quale prova hai fatto, con quale telefono e quale browser. Per capire come funzionano i premi, invece, c'è la pagina Come calcoliamo i premi.
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2026.